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A 160 anni dallo storico scontro della Terza Guerra d’Indipendenza, la comunitร  di Levico Terme si riunisce per commemorare i Caduti e conferire la Medaglia d’Onore al 28ยฐ Reggimento “Pavia”. Un monito delle istituzioni: “Ricordare la storia per costruire il dialogo e la pace”.

Una giornata dedicata alla memoria, non per esaltare il conflitto, ma per ribadire con forza l’importanza della pace e del dialogo tra i popoli. รˆ con questo spirito che Levico Terme ha celebrato il 160ยฐ anniversario della Battaglia di Levico e Borgo Valsugana, un momento cruciale della Terza Guerra d’Indipendenza italiana combattuto il 23 luglio 1866.

Lโ€™evento รจ stato promosso dal Generale di Brigata in riserva Luigi Caldarola, presidente del Gruppo Reggimentale 28ยฐ โ€œPaviaโ€ I Verdi di Gorizia dell’Associazione Nazionale del Fante. Le celebrazioni hanno visto la partecipazione di numerose autoritร  civili e militari, Associazioni Combattentistiche e d’Arma e cittadini, uniti nel ricordo di un evento che ha segnato profondamente la storia del territorio trentino e nazionale. Ad avvalorare l’importanza dell’evento, ha partecipato alla cerimonia anche il Presidente Nazionale dellโ€™Associazione Nazionale del Fante dott. Gianni Stucchi con il prestigioso Medagliere. Inoltre, la giornata commemorativa รจ stata arricchita da uno speciale annullo filatelico con 4 cartoline storiche.

La Medaglia d’Onore al 28ยฐ Reggimento “Pavia”

Uno dei momenti piรน significativi e toccanti dell’anniversario รจ stato il conferimento della Medaglia d’Onore al 28ยฐ Reggimento Comunicazioni Operative “Pavia” da parte del Comune di Levico Terme. L’onorificenza รจ stata consegnata nella sala Consiliare del Municipio dal sindaco Gianni Beretta al Comandante del “Pavia”, il Colonnello Marco Ferrara, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano comandante delle Forze di Supporto al combattimento e del Generale di Brigata Ettore Pontiroli comandante della Brigata informazioni tattiche.

La cittร  ha voluto cosรฌ rendere omaggio al coraggio e al sacrificio dimostrati dai fanti del Reparto nei fatti d’arme del 1866, azioni per le quali la Bandiera di Guerra del Reggimento fu giร  insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il Colonnello Ferrara ha espresso “straordinaria emozione e profondo orgoglio”, sottolineando come, a distanza di 160 anni, “il sacrificio di quei giovani soldati continui ad accompagnarci” e a fare da guida per il reparto, oggi specializzato in Comunicazioni Operative e impegnato in missioni in Italia e all’estero.

I luoghi della memoria: dal Cimitero Militare alla nuova Stele

Le celebrazioni si sono articolate in diversi luoghi simbolo del territorio. Il primo intenso momento di raccoglimento si รจ tenuto al Cimitero militare della Grande Guerra, dove riposano 1.148 soldati di svariate nazionalitร  e provenienze. Qui รจ stato deposto un omaggio floreale ai caduti, giovani travolti dagli eventi della storia, molto spesso senza conoscerne le reali motivazioni politiche.

Successivamente, all’ingresso dell’abitato di Levico in via Marconi, รจ stata scoperta una nuova stele commemorativa dedicata alla battaglia del 1866. La giornata รจ poi culminata in Piazza della Chiesa con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti con la presenza di un reparto in armi del 28ยฐ Reggimento “Pavia”.

Le voci delle Istituzioni: “La pace non รจ mai acquisita per sempre”

Unanime il messaggio giunto dalle istituzioni presenti, tra cui il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Claudio Soini, la consigliera provinciale Stefania Segnana, e la sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai.

Durante il suo intervento, Soini ha posto l’accento sul reale significato della cerimonia:

“La stele inaugurata oggi non celebra la guerra, ma ci parla di pace. Ci ricorda che la pace non รจ mai un risultato acquisito una volta per tutte: richiede conoscenza della storia, responsabilitร  e soprattutto dialogo tra i popoli. Oggi non celebriamo vincitori o vinti, ma ricordiamo le vite umane coinvolte.”

Soini ha inoltre tracciato un ponte temporale tra il 1866 e lo sviluppo moderno del Trentino, ricordando come l’autonomia, nata ottant’anni dopo quella battaglia con l’Accordo De Gasperi-Gruber, sia stata la chiave per lo sviluppo e la pacifica convivenza nel territorio. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Gianni Beretta, che ha evidenziato come “il sacrificio di ieri ci richiami oggi alla responsabilitร  del dialogo e della pace nel presente”.

Una breve sintesi dell’intervento del Presidente dei Verdi di Gorizia Gen. B. Luigi Caldarola:

Guardando al reparto qui schierato, emerge con forza il legame profondo tra ciรฒ che fummo e ciรฒ che siamo oggi. Il fante del 1866 trova il suo ideale e legittimo proseguimento nei professionisti del moderno 28ยฐ Reggimento “Pavia” di stanza a Pesaro, un’unitร  d’รฉlite unica, oggi specializzata nelle Comunicazioni Operative. Questa straordinaria evoluzione storica รจ racchiusa proprio nella sintesi ideale dei nostri motti. Se lo storico e intramontabileย “Ardeam dum luceam”ย โ€“ย arderรฒ finchรฉ avrรฒ luceย โ€“ ha guidato i fanti del Risorgimento nel fuoco del sacrificio fisico per dare luce alla Patria, il motto attuale,ย “Dixi, suasi, vici”ย โ€“ย ho parlato, ho persuaso, ho vintoย โ€“ fotografa l’eccellenza del presente, dove la forza della parola, del dialogo e della veritร  vince e stabilizza i teatri operativi del mondo.

Ieri come oggi, l’essenza rimane la stessa: servire l’Italia con onore“.


Cenni Storici: La Battaglia del 23 luglio 1866

Ma cosa accadde esattamente in quella calda giornata di mezza estate di 160 anni fa? L’episodio si inquadra nella complessa avanzata italiana della Terza Guerra d’Indipendenza. La 15ยช Divisione dell’esercito italiano, guidata dall’abile generale Giacomo Medici, stava risalendo la Valsugana nel tentativo di sfondare verso Trento, operando in coordinamento con i volontari di Giuseppe Garibaldi (impegnati nelle Valli Giudicarie).

Dopo aver sfondato le resistenze austriache a Primolano e aver preso il controllo di Borgo Valsugana, le truppe italiane puntarono verso Levico. L’attacco, organizzato su tre colonne, prese il via nel tardo pomeriggio del 23 luglio e si protrasse furiosamente nella notte. In questo frangente emerse il ruolo decisivo del 28ยฐ Reggimento “Pavia”, che, avanzando strada per strada all’interno dell’abitato, riuscรฌ a costringere l’esercito austriaco alla ritirata.

La marcia italiana verso Pergine e Trento sembrava ormai inarrestabile, ma le dinamiche diplomatiche internazionali e la firma del successivo armistizio fermarono le ostilitร . Il Veneto venne annesso al Regno d’Italia, mentre il Trentino dovette attendere ancora molti decenni, rimanendo sotto l’Impero austro-ungarico fino alla conclusione della Prima Guerra Mondiale.

Inno del 28ยฐ reggimento “Pavia”

Inno del 28 reggimento PAVIA

“Portale delle memorie”

Il Progetto โ€œPortale delle Memorieโ€ ha un nobile obiettivo: recuperare la preziosa memoria storica, a rischio dispersione, per ridarle vita e voce.