
IERI, OGGI, SEMPRE FOLGORE ….!
Quarantโanni dopo lโAmmainabandiera: a Pesaro batte ancora il cuore della Divisione “Folgore”
Nel quarantennale dello scioglimento della grande unitร meccanizzata, i fanti si ritrovano nella storica sede del C.A.R. divisionale. Un evento fortemente voluto dall’A.N.F. e dal Gruppo Reggimentale dei “Verdi di Gorizia” per onorare unโereditร che continua a marciare.
Gen. B. (r) Luigi Caldarola
Presidente del Gruppo Reggimentale 28ยฐ “Pavia” – I Verdi di Gorizia
PESARO, 30 Ottobre 2026 โ Si sono aperte ieri, presso la Caserma “Del Monte” di Pesaro, le celebrazioni per il 40ยฐ anniversario dello scioglimento della Divisione Meccanizzata “Folgore”, avvenuto ufficialmente il 31 ottobre 1986. Il raduno commemorativo, promosso con tenacia dall’Associazione Nazionale del Fante (A.N.F.) in stretta e sinergica collaborazione con il Gruppo Reggimentale 28ยฐ “Pavia” – I Verdi di Gorizia, ha riunito una cinquantina di commilitoni e familiari. Pesaro โ cittร legata al Reggimento dal 1958, nel 2025 ha sancito l’affetto con il Reggimento, concedendogli la Cittadinanza Onoraria.
Un incontro di popolo e di fanti fortemente voluto dal Presidente Nazionale A.N.F., Dott. Gianni Stucchi, e arricchito da profondi ricordi incrociati, come quelli del Vice Presidente Nazionale, 1ยฐ Cap. Pasquale Trabucco, che proprio tra queste mura muoveva i primi passi da Ufficiale nel lontano 1981, nella medesima compagnia di chi scrive. Ritrovarsi nella Sala Cinema del 28ยฐ significa tornare alla sorgente: era questo il reparto C.A.R. della Divisione, un’autentica “officina di uomini” capace di addestrare e fornire ai reparti operativi della “Folgore” l’impressionante cifra di 20.000 unitร all’anno
Le origini: dal mito alla ricostruzione
Il mito della “Folgore” affonda le radici nelle sabbie infuocate dell’Africa Settentrionale, dove nel 1942 la 185ยช Divisione Paracadutisti scrisse a El Alamein, nella depressione di El Qattara, una pagina epica. Attaccati da forze corazzate nemiche schiaccianti, i leoni della Folgore capitolarono solo dopo aver esaurito ogni risorsa logistica, distruggendo le armi residue e meritando l’onore delle armi.
Dalle ceneri del deserto e dall’esperienza del successivo Gruppo di Combattimento nella Guerra di Liberazione, il 1ยฐ gennaio 1947 nacque a Treviso la Divisione di Fanteria “Folgore” (poi Meccanizzata nel 1975). Durante i lunghi decenni della Guerra Fredda, il suo compito fu vitale: presidiare la “Soglia di Gorizia” e il confine nord-orientale d’Italia contro la minaccia d’invasione del Patto di Varsavia.
Friuli 1976: l’onore del soccorso e la culla della Protezione Civile
Nel percorso storico della Divisione, una pietra miliare รจ rappresentata dal tragico terremoto del 6 maggio 1976. Alle ore 21:00, una scossa di magnitudo 6.5 Richter devastรฒ il Friuli, radendo al suolo comuni come Gemona, Venzone, Osoppo, Buja, Tarcento e Maiano, causando quasi 1.000 morti, 2.600 feriti e 100.000 sfollati.
Nonostante le proprie caserme avessero subito crolli e vittime, i reparti della “Folgore” scattarono immediatamente. Lo sforzo complessivo delle Forze Armate guidate dal Comando Divisione fu mastodontico: oltre 15.000 militari impiegati, piรน di 2.500 mezzi ruotati e speciali, decine di elicotteri e centinaia di tende e ospedali da campo allestiti in tempi record. I fanti scavarono a mani nude, garantirono l’ordine pubblico e assistettero la popolazione civile, sforzo che valse alla Bandiera della Divisione la Medaglia d’Oro al Valor Civile.
Fu proprio osservando l’efficienza logistica e la coordinazione sul campo tra i militari della “Folgore”, che il Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti ebbe l’intuizione di porre le basi teoriche e operative per la nascita della moderna Protezione Civile italiana. Il modello di soccorso nazionale รจ nato lรฌ, tra quelle macerie.
La fine di un’era: geopolitica e ristrutturazione
Il 31 ottobre 1986 il Comando Divisione venne sciolto. Una decisione determinata da tre fattori concomitanti:
- Geopolitico: Il progressivo rimodularsi delle tensioni internazionali lungo il confine orientale a metร degli anni ’80.
- Strategico: La necessitร dottrinale di rendere lo strumento militare piรน snello e flessibile, eliminando il livello “Divisione” giudicato un doppione burocratico e decisionale, e ponendo le Brigate alle dirette dipendenze dei Corpi d’Armata.
- Economico: L’esigenza di abbattere gli alti costi di gestione dei grandi comandi divisionali per reinvestire le risorse nell’ammodernamento tecnologico dei reparti operativi.
Le tre storiche Brigate dipendenti seguirono destini autonomi fino alla loro definitiva chiusura con la fine della Guerra Fredda: la Brigata Corazzata “Vittorio Veneto” (massa d’urto sul Carso) fu sciolta il 31 luglio 1991; la Brigata Meccanizzata “Trieste” (riserva mobile a Bologna) fu soppressa nel 1991 e le sue tradizioni transitarono nella Brigata “Friuli”; la Brigata Meccanizzata “Gorizia” (sentinella avanzata sul confine) fu chiusa ufficialmente il 30 ottobre 1996.
L’ereditร vivente: i reparti d’รฉlite e lo Spirito di Corpo indomito
Se il comando divisionale ha chiuso i battenti quarant’anni fa, le sue tradizioni costituiscono oggi le componenti d’รฉlite dell’Esercito Italiano. Ma l’aspetto piรน straordinario risiede nel fatto che lo spirito di corpo originale, quella fiammata dโorgoglio e dedizione nata a El Alamein e forgiata nella Guerra Fredda, rimane intatto e pulsa vibrante in tutti i reparti in vita. Ognuna di queste unitร custodisce la memoria della Divisione madre non come un reperto museale, ma come un codice genetico operativo e morale che guida l’agire quotidiano dei fanti di oggi nelle sfide contemporanee:
- 183ยฐ Rgt. Paracadutisti “Nembo” (Pistoia): Custode delle tradizioni paracadutiste originarie nella Brigata “Folgore”, esprime oggi forze leggere ad altissima mobilitร per proiezioni strategiche internazionali.
- 66ยฐ Rgt. Fanteria Aeromobile “Trieste” (Forlรฌ): Unica unitร aeromobile della Forza Armata (Brigata “Friuli”), integra lo spirito del fante alle moderne capacitร dโassalto dal cielo tramite elicotteri.
- 82ยฐ Rgt. Fanteria “Torino” (Barletta): Pedina fondamentale della fanteria pesante digitalizzata della Brigata “Pinerolo”, proiettata nel futuro sul carro VBM “Freccia”.
- Reggimento Lagunari “Serenissima” (Venezia – Caserma Matter): Erede dei fanti da mar e delle flessibili componenti anfibie della Divisione, perno della Capacitร Nazionale di Proiezione dal Mare.
- 21ยฐ Rgt. Artiglieria Terrestre “Trieste” (Foggia): Unitร tecnologica di supporto al fuoco digitalizzato (Brigata “Pinerolo”), erede dei leggendari artiglieri divisionali.
- 6ยฐ Rgt. Lancieri di “Aosta” (Palermo): รlite dell’Arma di Cavalleria (Brigata “Aosta”), specializzato nella ricognizione strumentale e nell’esplorazione blindo-pesante.
- 41ยฐ Rgt. IMINT “Cordenons” (Sora): Eccellenza tecnologica nata dall’artiglieria specialistica della Divisione, oggi punta di diamante della sorveglianza elettronica e dell’intelligence con droni APR.
- 5ยฐ Rgt. Genio Guastatori (Macomer): Unitร guastatori della Brigata “Sassari”, fiero custode della Bandiera delย 5ยฐ Battaglione “Bolsena”ย che operรฒ eroicamente nel sisma del ’76.
- Il sigillo del “Pavia”
- Il cerchio della memoria si chiude idealmente sul reparto ospitante, il 28ยฐ Reggimento “Pavia”. Dal C.A.R. dei ventimila giovani all’anno, il Reggimento ha vissuto una straordinaria metamorfosi: oggi รจ l’unico reparto interforze della Difesa nel settore delle Comunicazioni Operative. Funge da Scuola NATO per i corsi internazionali dell’Alleanza e dal 2019 ospita gli studi di Radio Esercito.
- A testimonianza di questa eccellenza, la sua Bandiera รจ stata insignita della Croce d’Argento al Merito dell’Esercito, celebrando vent’anni di operazioni nei teatri piรน complessi del mondo. La Divisione “Folgore” ha cessato di esistere sulle carte topografiche, ma lo spirito impresso nei cuori dall’A.N.F., dai gruppi reggimentali custodi e dall’orgoglio di tutti i reparti in vita continua a battere forte nel petto dell’Esercito Italiano.
- Fanti ieri, fanti oggi, fanti sempre…


